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lunedì 1 ottobre 2012

GIUSEPPE GIOFRE’ DA AMICI A X FACTOR UK

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Giuseppe Giofrè
Chi l’avrebbe mai detto che la vittoria adAmici di Maria De Filippi, fino a qualche mese fa considerata un sogno irrealizzabile, sarebbe oggi diventata un semplice “antipasto” del piatto forte chiamato X Factor UK?
E’ quanto successo al giovane ballerinoGiuseppe Giofrè, vincitore a maggio dell’undicesima edizione del talent di Canale 5, che lascia anzitempo Los Angeles per fare ritorno in Europa, destinazione Londra:
“Ciao ragazzi - scrive Giuseppe dalla sua pagina ufficiale di Facebook - Vi scrivo da Londra!Ho lasciato Los Angeles il 25 settembre! La mia carinissima dimora sulla Laurel Canyon Blvd. Perché? Ho una bellissima notizia! Non posso ancora crederci!… Ecco! Farò parte del corpo di ballo di X FACTOR UK! Con coreografie di Brian Friedman. Ho partecipato al casting qui a londra il 27 settembre e sono stato preso! Io sono felicissimo! Troppo! Lavorare con lui è un onore! È la mia fonte di ispirazione lui!”.
Giuseppe si trovava in America grazie alla borsa di studio, ricevuta ad Amici, della durata di sei mesi presso la Millennium Dance Complex di Los Angeles. Ora, però, l’irrinunciabile occasione di partecipare a X Factor UK in qualità di ballerino, sulle coreografie del maestro Friedman. Non c’è che dire: un Amico di Maria… col fattore X.

domenica 30 settembre 2012

La scimmia anticipazioni: la missione, gli studenti e i professori del nuovo programma di Italia 1

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E' stato presentato a Roma il nuovo progetto web e televisivo La scimmia che partirà dal 1° ottobre su Internet per poi sbarcare su Italia 1 da sabato 6 ottobre alle 14 e nella striscia quotidiana dal lunedì al venerdì alle 17.45.
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La missione del programma è quella di dare una seconda possibilità a un gruppo di ragazzi dai 18 ai 21 anni che, per i motivi più disparati, hanno abbandonato la scuola all'ultimo (o al penultimo anno) del liceo scientifico prima di arrivare a sostenere l'esame di maturità.
Per 9 mesi a questo gruppo di ragazzi verrà data la possibilità di riprendere a studiare, seguiti da un corpo docente che dovrà prepararli agli esami di maturità.
La conduttrice Giulia Bevilacqua si cimenterà con il programma almeno nella prima puntata: "Per me è una novità, sono un'attrice, devo capire se sono all'altezza, poi si vedrà".
"Il linguaggio attraverso cui racconteremo tutto ciò sarà l'unico che conosco- ha detto il produttore Pietro Valsecchiquello della docu-fiction. La scelta della docu-fiction ci permetterà di mettere sempre al centro le emozioni, quelle dei ragazzi ma anche quelle che i nostri docenti sapranno trasmettere rendendo vive e appassionanti le materie di insegnamento. Un'altra grande novità di questo progetto è che vive realmente all'incrocio tra web e tv e consentirà un'interazione costante e fattiva tra il pubblico a casa e i ragazzi e gli altri ospiti della Scimmia".
Del corpo docenti faranno parte: Walter Siti - Preside, Niccolò Agliardi - Musica, Silvana Grasso - Latino e greco, John Peter Sloan - Inglese, Federico Starnone - Matematica e fisica, Errico Buonanno - Italiano e Edoardo Camurri - Storia e filosofia.
Walter Siti ha spiegato: "L'intento è rovesciare il concetto di reality riempiendo gli spazi vuoti: i ragazzi non si annoiano, vengono motivati, devono studiare perché solo se si impegnano possono raggiungere l'obiettivo".
A questi si affiancheranno anche contributi e testimonianze di personaggi dello spettacolo. Tra questi Checco Zalone, gli attori de I Soliti IdiotiFabrizio BentivoglioGiorgio Tirabassi (tutti in porbita Taodue) e anche Carlo Verdone.
Gli studenti che al termine di quest'anno avranno ottenuto i migliori risultati vinceranno una borsa di studio per l'Università da 25 mila euro o una somma di denaro per sviluppare un'idea imprenditoriale.
GLI STUDENTI
Letizia Bettoli, 19 anni da Milano
Beatrice Brami, 19 anni da Bibbiena
Micol Donghi, 18 anni da Milano
Giulia Groppazzi, 18 anni da Trieste
Greta Orsingher, 19 anni da Milano
Noemi Quondam, 18 anni da Roma
Virginia Robatto, 18 anni da Terni
Letizia Saquella, 18 anni da Roma
Andrea Alquati, 21 anni da Roma
Luca Bentivoglio, 18 anni da Roma
Salvo Cammarata, 18 anni, da Gela
Vincenzo Ferrara, 18 anni da Napoli
Manfredi La Scola, 19 anni da Palermo
Mattia Maggiolini, 21 anni da Milano
Giovanni Magrini, 20 anni da Pescia
Michelangelo Miranda, 20 anni da Melfi
Manuel Malavenda, 18 anni da Modena
Mattia Puglia, 22 anni da Sassari
Andrea Specchio, 19 anni da Bologna
Alejandro De Mola, 20 anni da Taranto
Carlo Alberto Tesolin, 19 anni da Arezzo
Riccardo Tesolin, 19 anni da Arezz

sabato 29 settembre 2012

Creata la Coda per gli Umani che funziona come quella degli Animali (Video)

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I giapponesi ne inventano una più del diavolo, stavolta hanno creato una coda per umani che funziona tramite le onde celebrali.
Neurowear, l’azienda che l’ha creata, ha lanciato questo gadget che funziona tramite dei biosensori (il tutto corredato anche da un’app), quindi in base allo stato d’animo della persona che indossa questo gadget ci sarà un movimento di coda, proprio come succede negli animali. Siete felici di aver visto una persona? Ed ecco che la coda magicamente inizierà a muoversi…
Sinceramente non sappiamo a cosa possa servire un gadget del genere, e quante persone saranno disposte a indossarle.
Certo però sarebbe divertente vedere un amico che appena v’incontra inizia a muovere la coda per la felicità :D
Sotto vi lasciamo il video promozionale che vi fa vedere il funzionamento di tali gadget

LA 'DURA VITA' DELLE VELINE:Giulia e Alessia sono accusate di raccomandazione e maltrattamento di animali.

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Alessia Reato e Giulia CalcaterraIl bancone di Striscia la Notizia scotta e Giulia Calcaterra eAlessia Reato si sono già bruciate. L'elezione delle due nuove veline è stata accompagnata da polemiche e insinuazioni, tanto da dubitare che - come si suol dire - mangeranno il panettone.

La bionda e la mora selezionate con il concorso estivo sono, infatti, in prova fino a Natale. Su Alessia aleggia lo spettro della raccomandazione: già schedina di Quelli che il calcio, avrebbe goduto della conoscenza pregressa con Silvio Berlusconi. E' la figlia di Marco Reato, ex patron italiano del marchio Kirby, già sponsor del Milan. E il fratello Fabio ha militato in passato nelle giovanili rossonere. Lei ha smentito e dichiarato a Oggi di aver visto l'ex premier e presidente della squadra di calcio meneghina "a L'Aquila dopo il terremoto, io e la mia famiglia vivevamo in una tendopoli. Ma non è mai stato nostro ospite".
La Calcaterra è addirittura accusata di aver maltrattato (se non soppresso) il suo cane. Sei mesi fa aveva annunciato su Facebook di non essere più in grado di tenere il suo rottweiler di 3 anni e mezzo e di essere disposta a regalarlo. Il bagno di folla post elezione ha portato alla luce il messaggio e la foto correlata: l'animale non appare in ottime condizioni e la ragazza è stata travolta dai commenti negativi. Un ulteriore post, risalente in questo caso a maggio, farebbe capire che il cane è deceduto. E peggiora ulteriormente la situazione.

DAVID BECKHAM MANIACO DELL'IGIENE (DEI SEDILI)

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David Beckham
A dar retta ad una non meglio precisata fonte anonima che lo ha spifferato al Daily Star, il campione dei Los Angeles Galaxy sarebbe talmente ossessionato dall'igiene personale da mettere protezioni per il suo delicato posteriore praticamente ovunque, persino negli spogliatoi della squadra.

«David non sopporta di sedersi nei luoghi pubblici - conferma la gola profonda - e perciò non va da nessuna parte senza i suoi coprisedili igienici; ne ha un pacco di emergenza nel bagaglio a mano quando va in aereo e ne tiene persino uno di scorta nel bagagliaio dell'auto».

Un comportamento alquanto bizzarro, che si spiegherebbe però con il disordine ossessivo-compulsivo di cui lo stesso Beckham ha ammesso di soffrire il mese scorso. «Quando entro in una stanza d'albergo - aveva confessato il bel David - devo controllare che tutto sia in perfetto ordine e sistemato nel modo giusto».
Che ne dirà la moglie Victoria?

Camille Lacourt senza veli per Edison, il video

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Camille Lacourt è il protagonista del nuovo ed attesissimo spot Edison accanto a Gerry Scotti.
Il bel nuotatore che ha mandato in frantumi più di un cuore si mostra questa volta senza veli. Immerso in una vasca da bagno e con un tablet tra le mani, l’affascinante francese travolto dall’euforia del momenti si alza di scatto, rivelando d’emblèe tutto il suo splendore d’atleta.
Dopo il salto, vi proponiamo anche la gallery!
Pubblicato il 29 set 2012 da Giorgio




“Once upon a time” : un favolone un po’ sconnesso

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Il mondo reale che tocca il mondo fantastico, il fiabesco che si introduce di prepotenza nella prosaica vita di tutti i giorni. Da qui parte lo spunto della nuova serie americana Once upon a time, in onda in prima serata il mercoledì su Rai 2.
A ben vedere, nulla di nuovo: da Narnia al Piccolo Principe l’idea è sempre quella di far interagire mondi diversi, spazialmente dislocati in dimensioni altre e temporalmente sfasati. L’ambizione dell’uomo di entrare in contatto con l’Altro, sia esso un extraterrestre o la fata delle fiabe di quand’eravamo piccoli, rimane uno dei cardini delle civiltà di tutto il mondo. Si potrebbe dire, persino, che senza un simile afflato non esisterebbero nemmeno le arti. Che cosa sono la pittura, la scultura, la letteratura, originariamente, se non la ricerca di rappresentare, prima di tutto, il Trascendente come idea immanente all’uomo?
Su questo hanno ragionato, e ragionato bene, due autori di Hollywood che hanno già dato prove interessanti in altre serie di successo, come Lost e FelicityEdward Kitsis e Adam Horowitz hanno fatto tesoro delle speculazioni filosofiche maturate durante la stesura della serie sui naufraghi – pure troppe, a dir la verità, tanto che molti spettatori ad un certo punto si sono persi – e si sono rimessi all’opera su un progetto che avevano immaginato già nel lontano 2004 ma che era stato respinto da svariati produttori e definito troppo “fantastico”.
Il titolo stesso, che poi è l’incipit di ogni buona favola inglese che si rispetti (è il nostro “c’era una volta”), la dice lunga su quale sia l’ispirazione primaria di questi autori: si torna addirittura ai Grimm e a Perrault e si impasta quel materiale – ricchissimo e tutt’ora profondamente esplorabile, giacché spesso negletto in ambito accademico – con la realtà che ci circonda, con la vita quotidiana, con i Blackberry e le connessioni a Internet.
La trama di base è questa: esiste un luogo, una piccola cittadina del Maine (regione assai evocativa per gli americani, patria di streghe, fantasmi e duro puritanesimo), in cui i personaggi delle maggiori fiabe occidentali sono “intrappolati” da una maledizione a vivere una realtà prosaica e quotidiana, non ricordandosi chi sono e da dove vengono. La cittadina si chiama, non per caso, Storybrooke, che sarebbe come dire “fiume di storie”. Solo un bambino, in tutta la comunità, ha ben chiaro lo svolgersi degli eventi e cerca di risolvere, diciamo così, i problemi dell’aldilà nella vita dell’aldiquà.
Ogni episodio si concentra su un dato personaggio, ne sviscera la storia, mostrandoci parallelamente la sua esistenza “normale” e quella che vive/ha vissuto nel luogo mitico da cui provengono le favole. In sé e per sé, come prodotto, è anche buono, animato da notevole riflessione intellettuale e da scopi affatto condivisibili.
E tuttavia non convince. Lo si guarda volentieri, ci si diverte un pochino nel capire chi è chi di qua e di là, però si fatica ad andare oltre questo. Non sembra lasciare, chiusa la tv, granché su cui parlare o ragionare. Gli attori sono bravi, a partire da Jennifer Morrison già vista in Dr House per finire con la star Robert Carlyle diFull Monty e tanti altri film.
L’idea di base è molto bella ed è pregevole che si voglia provare a creare una serie su temi di fantasia – genere fantasy che troppo spesso viene relegato alla definizione di “roba da bambini” persino nelle Università che invece dovrebbero prestare maggior attenzione al fenomeno (in moltissimi atenei italiani Tolkien è pressoché sconosciuto) – ma il prodotto finale si scontra con la difficoltà di utilizzare mezzi adeguati per ricreare un mondo onirico che solo le produzioni cinematografiche hanno soldi sufficienti a far rivivere.
Lo si guarda per premiare lo sforzo letterario da cui scaturisce ma rimane, per il momento, un prodotto poco capace di amalgamare in maniera credibile due mondi così diversi. Come a dire che, tirate le somme, aveva forse ragione Aristotele ed è meglio non mescolare i generi. A meno che uno non sia davvero bravo.

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