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sabato 29 settembre 2012

“Once upon a time” : un favolone un po’ sconnesso

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Il mondo reale che tocca il mondo fantastico, il fiabesco che si introduce di prepotenza nella prosaica vita di tutti i giorni. Da qui parte lo spunto della nuova serie americana Once upon a time, in onda in prima serata il mercoledì su Rai 2.
A ben vedere, nulla di nuovo: da Narnia al Piccolo Principe l’idea è sempre quella di far interagire mondi diversi, spazialmente dislocati in dimensioni altre e temporalmente sfasati. L’ambizione dell’uomo di entrare in contatto con l’Altro, sia esso un extraterrestre o la fata delle fiabe di quand’eravamo piccoli, rimane uno dei cardini delle civiltà di tutto il mondo. Si potrebbe dire, persino, che senza un simile afflato non esisterebbero nemmeno le arti. Che cosa sono la pittura, la scultura, la letteratura, originariamente, se non la ricerca di rappresentare, prima di tutto, il Trascendente come idea immanente all’uomo?
Su questo hanno ragionato, e ragionato bene, due autori di Hollywood che hanno già dato prove interessanti in altre serie di successo, come Lost e FelicityEdward Kitsis e Adam Horowitz hanno fatto tesoro delle speculazioni filosofiche maturate durante la stesura della serie sui naufraghi – pure troppe, a dir la verità, tanto che molti spettatori ad un certo punto si sono persi – e si sono rimessi all’opera su un progetto che avevano immaginato già nel lontano 2004 ma che era stato respinto da svariati produttori e definito troppo “fantastico”.
Il titolo stesso, che poi è l’incipit di ogni buona favola inglese che si rispetti (è il nostro “c’era una volta”), la dice lunga su quale sia l’ispirazione primaria di questi autori: si torna addirittura ai Grimm e a Perrault e si impasta quel materiale – ricchissimo e tutt’ora profondamente esplorabile, giacché spesso negletto in ambito accademico – con la realtà che ci circonda, con la vita quotidiana, con i Blackberry e le connessioni a Internet.
La trama di base è questa: esiste un luogo, una piccola cittadina del Maine (regione assai evocativa per gli americani, patria di streghe, fantasmi e duro puritanesimo), in cui i personaggi delle maggiori fiabe occidentali sono “intrappolati” da una maledizione a vivere una realtà prosaica e quotidiana, non ricordandosi chi sono e da dove vengono. La cittadina si chiama, non per caso, Storybrooke, che sarebbe come dire “fiume di storie”. Solo un bambino, in tutta la comunità, ha ben chiaro lo svolgersi degli eventi e cerca di risolvere, diciamo così, i problemi dell’aldilà nella vita dell’aldiquà.
Ogni episodio si concentra su un dato personaggio, ne sviscera la storia, mostrandoci parallelamente la sua esistenza “normale” e quella che vive/ha vissuto nel luogo mitico da cui provengono le favole. In sé e per sé, come prodotto, è anche buono, animato da notevole riflessione intellettuale e da scopi affatto condivisibili.
E tuttavia non convince. Lo si guarda volentieri, ci si diverte un pochino nel capire chi è chi di qua e di là, però si fatica ad andare oltre questo. Non sembra lasciare, chiusa la tv, granché su cui parlare o ragionare. Gli attori sono bravi, a partire da Jennifer Morrison già vista in Dr House per finire con la star Robert Carlyle diFull Monty e tanti altri film.
L’idea di base è molto bella ed è pregevole che si voglia provare a creare una serie su temi di fantasia – genere fantasy che troppo spesso viene relegato alla definizione di “roba da bambini” persino nelle Università che invece dovrebbero prestare maggior attenzione al fenomeno (in moltissimi atenei italiani Tolkien è pressoché sconosciuto) – ma il prodotto finale si scontra con la difficoltà di utilizzare mezzi adeguati per ricreare un mondo onirico che solo le produzioni cinematografiche hanno soldi sufficienti a far rivivere.
Lo si guarda per premiare lo sforzo letterario da cui scaturisce ma rimane, per il momento, un prodotto poco capace di amalgamare in maniera credibile due mondi così diversi. Come a dire che, tirate le somme, aveva forse ragione Aristotele ed è meglio non mescolare i generi. A meno che uno non sia davvero bravo.

Il tredicesimo apostolo 2, Jun Ichikawa nel cast

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Jun Ichikawa farà parte del cast della seconda stagione de Il tredicesimo apostolo. Lo si legge sul sito della NCE Srl, la sua agenzia di rappresentanza.
L’attrice, occhi neri, capelli castani, alta 1 metro e 65 cm, è nata in Giappone ed ha collezionato negli anni una serie di partecipazioni in prodotti seriali italiani. In Provaci ancora prof. (la terza stagione), in Carabinieri 7 ma soprattutto in Ris Roma - Delitti imperfetti. E’ però soprattutto grazie al grande schermo che la Ichikawa è conosciuta dal pubblico italiano e non solo; l’attrice infatti ha preso parte a La terza madre di Dario Argento e a The Best Offer, la nuova pellicola di Giuseppe Tornatore. Inoltre è lei la doppiatrice di film come Harry Potter e il calice di fuoco e Harry Potter e l’Ordine della Fenice (ha prestando la voce a Katie Leung, attrice che interpreta Cho Chang).
Ricordiamo che tra le new entry della serie sul paranormale con Claudio Gioè e Claudia Pandolfi, c’è anche il romano Giorgio Colangeli. Le riprese della nuova stagione, il cui sottotitolo è La rivelazione, sono iniziate lo scorso giugno.
Al momento non sono disponibili dettagliate anticipazioni riguardo a Il tredicesimo apostolo 2, se non quelle rivelate recentemente in un’intervista da Alexis Sweet. Il regista ha dichiarato che nella nuova serie grande spazio sarà dato a demoni e vampiri e che loro vicende personali dei due protagonisti saranno affrontate in maniera più capillare.

C’è posta per te: Totti con Ilary e Luca Argentero ospiti della quarta puntata

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Francesco Totti Ilary Blasi Luca ArgenteroAncora emozioni e intrattenimento questa sera con la quarta puntata di C’è posta per te. Gli ospiti scelti da Maria De Filippi per il nuovo appuntamento con il peopleshow di Canale 5 sono la coppia d’oro formata da Francesco Totti e Ilary Blasi, seguita dal fascinoso attore Luca Argentero. Un mix dal grande potenziale in grado di mettere a dura prova il competitor Rai Ti lascio una canzone, battuto la scorsa settimana per un soffio grazie alla fedeltà di 4.017.000 spettatori pari al 20.41% di share.

Non nuovi alle sorprese di C’è posta per Te, Francesco Totti e Ilary Blasi si confermano una coppia solida quanto alla mano. Simbolo della Roma, della quale indossa la fascia di capitano, il calciatore buca il piccolo schermo come le reti del campo da calcio con i goal. Già protagonista con la Blasi di una memorabile campagna pubblicitaria di una compagnia telefonica, il ‘Pupone’ non si è mai sottratto alle incursioni televisive nella vita privata, ironizzando con semplicità sui suoi punti deboli, come il suo linguaggio sgrammaticato. Il merito di questa mancata avversione alla Tv va senza dubbio alla moglie, dalla quale il calciatore ha avuto i piccoli Christian e Chanel. Dopo aver esordito in Tv durante gli anni dell’infanzia, la showgirl ha partecipato anche a dei concorsi di bellezza. La svolta arriva quando viene scelta come letterina di Passaparola nel 2001, debuttando con altri volti noti all’epoca in erba (Silvia Toffanin, Alessia Fabiani, Ludmilla Radchenko). Da quel momento in poi a Ilary si aprono le porte di un’egregia carriera come conduttrice (Top of the Pops, Che tempo che fa, Festivalbar, Festival di Sanremo, Mai dire Candid). Dal 2007 ad oggi è il volto di punta de Le Iene, restandone fissa al timone in contemporanea al valzer di conduttori maschili succedutisi dopo l’abbandono di Luca e Paolo.
E tra i partner della Blasi alle Iene spicca anche il secondo ospite di C’è posta per te questa sera:Luca Argentero. Ottimo rappresentante delle nuove leve del cinema italiano, l’attore torinese ha conosciuto la popolarità grazie alla partecipazione al GF 3. Convinto di intraprendere la strada della recitazione, Argentero lavora con successo sul grande schermo, dando il meglio nelle commedie (Oggi sposi, Diverso da chi?, Solo un padre, Mangia, prega, ama), e si è dato da fare anche nelle fiction Tv (Carabinieri, Tiberio Mitri: il campione e la miss). Sposato con la collega e doppiatrice Myriam Catania, riscuote particolare successo tra le spettatrici femminili.
E gli ospiti di Maria De Filippi saranno protagonisti solo di due delle storie che vedremo questa sera a C’è posta per te: appuntamento su Canale 5 alle 21,20.

Fermi tutti. Il Principe William è l'Anticristo! | Pubblico Delirio

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INTORNO AL MATRIMONIO REALE  NASCONO LEGGENDE – Una famosa esperta americana giura che le nozze di William e le profezie per il 2012 siano terribilmente correlate.
E che William potrebbe essere l’Anticristo. A noi vien da ridere (e forse non solo a noi), ma questa esperta ha parlato chiaro.
Joye Pugh, dopo vari studi è matematicamente certa che Kate Middleton si stia per accasare con l’Anticristo in persona. Ecco un estratto dell’intervista che ha rilasciato alla rivista Vice:
Domanda: A questo punto aveva realizzato che il principe William era l’Anticristo.
Risposta: Sì, assolutamente. Ma era troppo da rivelare, nessuno aveva nemmeno mai sentito la parola “clone”. Quindi ho aspettato. Quando venne a galla la storia della pecora Dolly, c’erano persone che mi chiamavano da ogni parte, chiedendomi come sapessi tutte queste cose. Non sono una profeta, ho solo fatto ricerche.
D.: Lei è consapevole del fatto che il principe William sia Satana, dev’essere terrorizzata, significa che la fine dei giorni è dietro l’angolo.
R.: Sì. La visione che ho avuto era la prova che l’avrei visto accadere durante la mia vita. Ci stiamo muovendo verso una società che le scritture bibliche hanno predetto. Le Scritture hanno detto anche che avremmo visto tornado che avrebbero cambiato la Terra, e terremoti, e, al tempo stesso, che avremmo usato carte di credito e assegni invece del denaro.
Domanda: Qual è il progetto di Satana? Quanto abbiamo prima della fine del mondo?
Risposta: Ogni situazione ha il suo parallelo. Quando Gesù aveva 30 anni, passò circa tre anni di sacerdozio prima di morire sulla croce. Il principe William, che compirà 30 anni il 21 giugno 2012, ha le Olimpiadi a Londra e se guardi lo stadio delle Olimpiadi sembra una corona di spine. Le stradine che lo circondano hanno a che fare con Gesù, angeli, un falegname e Giuseppe.
D.: Cosa succederà nel 2012, allora?
R.: Guardate il logo [delle Olimpiadi], il “2012″, c’è un 20 sopra il 12, una persona che regge una corona e la posa sulla testa di qualcuno. William ora è sotto i riflettori. Inizierà a fare alcune cose. William ama volare e il potere di Satana ha molto a che fare con l’aria. Vola sotto il nome di Luogotenente Dragone. Ha trascinato la povera Kate. Il nome della Middleton ha 13 lettere, simile a Maria Maddalena. Sta succedendo qualcosa di strano”.
Cosa non si fa pur di fare notizia!

venerdì 28 settembre 2012

Muore Johnny Lewis, attore di Sons of Anarchy e The O.C.

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In quella che sembra essere effettivamente una bizzarra serie di eventi circondati dall’alone del mistero, Johnny Lewis, attore di Sons of Anarchy, è stato trovato morto all’esterno della sua casa di Los Feliz, così come anche una donna è stata trovata morta all’interno della stessa casa. Lewis, 28 anni, è noto per il suo ruolo di Kip Epps in Sons of Anarchy e anche la sua apparizione in The OC. Sembra che Lewis sia sospettato di aver ucciso la donna di 70 anni, Katherine Davis, sulla cui strada di casa di Los Feliz è stato trovato morto. Secondo TMZ, la donna aveva affittato una camera al giovane attore.

Anche se la morte dell’anziana donna è stata descritta dai medici della scientifica come un omicidio, le circostanze della morte di fatto rimangono nel mistero. Fonti hanno riferito di aver sentito la donna che urlava dentro la sua casa e ho notato un gruppo di uomini che si scontravano, prima di vedere un uomo, che si ritiene essere Lewis, arrampicarsi sul tetto. Non è chiaro se Lewis si sia suicidato o sia saltato dal tetto. L’attore nel corso degli ultimi mesi è stato afflitto da problemi relativi alla droga ed era stato dimesso dalla clinica di disintossicazione, sebbene fosse destinato a lavori di riabilitazione. Johnny viveva in affitto con l’anziana signora che è stata trovata morta. L’ipotesi più accreditata, sinora, è che Jhonny abbia picchiato la donna e poi si sia gettato dal tetto.
Da alcune indiscrezioni che sono state poi raccolte dalla Cnn, la polizia scientifica di Los Angeles ha rivelato che Katherine Davis sarebbe morta in seguito a delle percosse che le sono state inflitte al cranio e che Lewis era probabilmente sotto effetto di sostanze stupefacenti. Il giovane Lewis è stato anche al centro anche della cronaca gossip in quanto aveva avuto un flirt con la famosa cantante Katy Perry.

Mario Balotelli: «Voglio riprovarci con Raffaella»

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Comunicato stampa di poche righe, per annunciare pubblicamente la sua decisione: «Voglio riprovarci con Raffaella Fico, torno con lei ma lasciateci in pace». 
Così scrive in una nota Mario Balotelli, che manifesta dunque l'intenzione di tornare assieme all'ex concorrente del Grande Fratelloche lo renderà padre tra pochi mesi.
«Il test del dna non c’è stato e non c’entra nulla con la mia decisione. Comunque in quella situazione il test lo avrei chiesto a chiunque, non dipende da Raffaella. Mi dispiace per tutto quello che c’e stato in questi ultimi mesi e soprattutto per quello che è stato detto e scritto. Chiedo ancora una volta a tutti di rispettare la nostra vita privata che in futuro tale deve restare per impegno mio e anche di Raffaella. Non ci saranno altri comunicati o interviste».

Solo pochi giorni, fa, intervistata da Simona Ventura per la sua web Tv,
Mario Balotelli (Max & Douglas - GettyImages)Mario Balotelli (Max & Douglas - GettyImages)
la Fico raccontava la fine della sua storia con il calciatore del Manchester City, e dichiarava: «Non lo perdono ma la porta è aperta per vedere il suo bambino». Che a dire il vero, almeno secondo la stampa inglese, potrebbero essere due: di recente, infatti, la ragazza è stata paparazzata in un negozio di articoli per l’infanzia mentre testava un passeggino a due posti. Situazione sufficiente a insinuare il dubbio che l'ex gieffina sia in attesa di due gemelli.

Centinaia in coda per l'iPhone5 In Italia i prezzi più alti

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Dopo una vera e propria notte bianca nei negozi dei principali operatori Tlc, dalle 8 di questa mattina il nuovo melafonino è disponibile negli Apple Store del nostro paese. Una lunga veglia diventata oramai un rito per i fan di tutto il mondo, in alcune città italiane sono partite le prime code. Una fila ordinata con quasi 200 persone ha atteso davanti all'Apple Store nel centro commerciale Porta di Roma. 

In testa Gianmarco, 18 anni di Roma, che in fila si è messo alle 7,30: quello sta per comprare è il suo quarto smartphone di casa Cupertino. L'età media della gente in coda sui 25-35 anni, in stragrande maggioranza maschi. Alcuni accigliati sui prezzi (più alti in Italia rispetto agli altri paesi europei). 

Si parte da 729 euro per il modello base da 16 Gb, per passare a 839 euro per il modello da 32 Gb e si chiude con il modello di fascia alta, il 64 Gb, che sfiora i mille euro, esattamente 949. Prezzi che in alcuni casi si avvicinano a 100 euro in più rispetto a quelli del 4S, il modello immediatamente precedente (da 16 Gb 659 euro; da 32 Gb 799 euro; da 64 Gb 899 euro) e a 50 euro rispetto allo stesso iPhone 5 già in vendita in Francia e Germania. 

Una tendenza di Apple in atto da diversi anni giustificata con l'Iva più alta nel nostro paese e la tassa dell'equo compenso. Per Maurizio Garbin, analista di mercato per Altroconsumo, interpellato da Wired.it si tratta invece di una strategia commerciale perchè in Italia «il comparto della telefonia è l'unico che regge e Apple può permettersi prezzi più alti da noi rispetto a Francia e Germania». Oltre ai prezzi, altre lamentele stanno accompagnando l'uscita dell' iPhone 5. Una - non proprio riferita al dispositivo - riguarda il pasticcio delle mappe (è dovuto all'aggiornamento di iOS 6 e riguarda anche i vecchi modelli). 

L'altra investe il cambio dei connettori: se da una parte il nuovo Lightning è più piccolo (80% in meno di quello vecchio), dall'altra parte costringerà gli utenti ad acquistare appositamente un adattatore per le periferiche attualmente sul mercato. Una decisione che anche l'Anec, l'organizzazione che tutela i diritti dei consumatori in Europa, ha duramente criticato.

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