Affermata conduttrice e volto storico di Mediaset, alcuni hanno messo in dubbio il suo curriculum e la Marcuzzi, come riporta non ha esitato a rispondere dalla sua pagina Facebook: "Rispondo a qualcuno che mi ha detto cose un po' stupide rispetto al fatto che io sia indignata per quello che sta succedendo nel nostro paese. Cara xxx ( una di quelle che ha fatto questo tipo di commenti),io lavoro da quando ho 18 anni,la finanza mi ha fatto svariate volte i controlli e non ho mai evaso neanche un euro(al contrario di tanti altri che fanno il mio lavoro),ho sempre pagato tutte le tasse,non ho mai partecipato a nessun bunga bunga e non sono mai andata a letto con un uomo di potere.... Sono fortunata si,ma sono anche molto orgogliosa. E comunque... grazie papa':-)". Il post ha poi ricevuto oltre 2mila commenti...
venerdì 5 ottobre 2012
by joel
07:28
Affermata conduttrice e volto storico di Mediaset, alcuni hanno messo in dubbio il suo curriculum e la Marcuzzi, come riporta non ha esitato a rispondere dalla sua pagina Facebook: "Rispondo a qualcuno che mi ha detto cose un po' stupide rispetto al fatto che io sia indignata per quello che sta succedendo nel nostro paese. Cara xxx ( una di quelle che ha fatto questo tipo di commenti),io lavoro da quando ho 18 anni,la finanza mi ha fatto svariate volte i controlli e non ho mai evaso neanche un euro(al contrario di tanti altri che fanno il mio lavoro),ho sempre pagato tutte le tasse,non ho mai partecipato a nessun bunga bunga e non sono mai andata a letto con un uomo di potere.... Sono fortunata si,ma sono anche molto orgogliosa. E comunque... grazie papa':-)". Il post ha poi ricevuto oltre 2mila commenti...
by joel
07:18
E' un momento speciale, magico per la Pausini che da tanto desiderava diventare madre. Il sogno si sta realizzando e lei, messa a riposo dai medici, si sta godendo coccole e attenzioni dagli affetti più cari. Ed è con la sorella che trascorre il suo tempo libero, concedendosi quattro passi in mezzo alla natura. Laura ha molto da imparare da Silvia, già madre di due bambini. Grazie ai suoi consigli e alla sua presenza saprà come muoversi durante i primi mesi di vita della neonata.
giovedì 4 ottobre 2012
by joel
10:45
FOTO DAL WEB
MONDO -
Facebook supera il traguardo del miliardo di utenti e si conferma il social network più “abitato” a livello planetario. A dare l’annuncio un orgoglioso Mark Zuckerberg: “Celebrare il raggiungimento di un miliardo di personemi riempie di gioia”, ha commentato l’enfant prodige della Sylicon Valley.
Seicento milioni di persone in tutto il mondo usano il social network blu attraverso il cellulare. Ma i numeri impressionanti non finiscono qui: i mi piace cliccati sono finora 1,3 trilioni, 140 miliardi le connessioni di amicizia, 219 miliardi le foto condivise dal 2004 (anno di nascita) a oggi.
"Oggi onoriamo l'umanita' formata da persone a cui offriamo questo servizio, e onoriamo tutte le cose che le persone fanno quotidianamente per unirci", ha commentato il fondatore. "Sedie, campanelli, aerei, ponti, giochi. Queste sono tutte cose che ci connettono. E' facile dimenticare il motivo per cui facciamo queste cose. E' facile sentirsi isolati. E' facile sentirsi soli. Quindi forse il motivo per cui facciamo queste cose e' per ricordarci che non siamo soli".
La distribuzione geografica del Faccialibro è però, tutt’altro che omogenea. Il social network è diffuso in maniera capillare soprattutto in Europa, America, Australia e Penisola Arabica; tocca alcune zone del continente africano, ma è poco usato in Asia dove sconta la censura cinese, e in Russia. E proprio in Asia fioriscono infatti, siti di aggregazione alternativi come QZone e VKontakte.
E nel nostro Paese? Sono 22,4 milioni gli italiani registrati sul social network su un totale di 27 milioni di cittadini che viaggiano online. Ogni giorno 13 milioni di iscritti entrano nel proprio account per controllare notifiche e aggiornare gli status e tra questi ben 10 milioni e mezzo utilizzano dispositivi mobili (tablet e smartphone). A essere presenti su Facebook sono soprattutto i ragazzi tra 19 e 24 anni, seguiti a ruota dai 36-45enni, dagli under 18 e poi dai 25-35 anni. Utenti italiani in maggioranza uomini (53%), anche se le donne seguono con il 46% e una parte residua di iscritti preferisce non precisare la propria identità sessuale.
Seicento milioni di persone in tutto il mondo usano il social network blu attraverso il cellulare. Ma i numeri impressionanti non finiscono qui: i mi piace cliccati sono finora 1,3 trilioni, 140 miliardi le connessioni di amicizia, 219 miliardi le foto condivise dal 2004 (anno di nascita) a oggi.
"Oggi onoriamo l'umanita' formata da persone a cui offriamo questo servizio, e onoriamo tutte le cose che le persone fanno quotidianamente per unirci", ha commentato il fondatore. "Sedie, campanelli, aerei, ponti, giochi. Queste sono tutte cose che ci connettono. E' facile dimenticare il motivo per cui facciamo queste cose. E' facile sentirsi isolati. E' facile sentirsi soli. Quindi forse il motivo per cui facciamo queste cose e' per ricordarci che non siamo soli".
La distribuzione geografica del Faccialibro è però, tutt’altro che omogenea. Il social network è diffuso in maniera capillare soprattutto in Europa, America, Australia e Penisola Arabica; tocca alcune zone del continente africano, ma è poco usato in Asia dove sconta la censura cinese, e in Russia. E proprio in Asia fioriscono infatti, siti di aggregazione alternativi come QZone e VKontakte.
E nel nostro Paese? Sono 22,4 milioni gli italiani registrati sul social network su un totale di 27 milioni di cittadini che viaggiano online. Ogni giorno 13 milioni di iscritti entrano nel proprio account per controllare notifiche e aggiornare gli status e tra questi ben 10 milioni e mezzo utilizzano dispositivi mobili (tablet e smartphone). A essere presenti su Facebook sono soprattutto i ragazzi tra 19 e 24 anni, seguiti a ruota dai 36-45enni, dagli under 18 e poi dai 25-35 anni. Utenti italiani in maggioranza uomini (53%), anche se le donne seguono con il 46% e una parte residua di iscritti preferisce non precisare la propria identità sessuale.
martedì 2 ottobre 2012
by joel
01:26
- APPROFONDIMENTI
VIDEO
Love story (1970)
LINK
FOTOGALLERY
Proprio il rapporto fra la malattia legata a tumori e la sua rappresentazione cinematografica è l'oggetto dello studio presentato al congresso della Società europea di oncologia medica (Esmo), in corso a Vienna. L'indagine è stata condotta da due italiani che hanno censito 82 film sull'argomento, prodotti dal 1939 (l'anno in cui
è uscito il primo "Dark Victory" dove Bette Davis moriva per un tumore al cervello) al 2012: "Abbiamo rilevato una notevole differenza con la realtà della malattia - ha spiegato uno degli autori dello studio, Giovanni Rosti, dell'ospedale Cà Foncello di Treviso - . Nei film i malati sono più giovani rispetto alla realtà, intorno ai 40-45 anni massimo, appartengono alle classi sociali elevate, hanno tumori poco frequenti o rari, quando vengono dichiarati, ed alla fine muoiono".
Da "Love story" ad "Anonimo veneziano", dove non si sa quale tipo di tumore colpisca Tony Musante, fino al più recente "Gran Torino" dove si mostrano pochi sintomi, ma sufficienti a capire che il protagonista ha un tumore incurabile al polmone, è tutta una serie di storie che raccontano l'annuncio di una morte inevitabile. Al contrario di quanto accade quando il male protagonista è, ad esempio, un infarto: come scoprì una ricerca inglese di qualche anno fa, nei film in questi casi ci si salva molto più che nella realtà.
"Niente spazio, invece, per donne con un tumore alla mammella, dal quale sempre più spesso si guarisce", ha sottolineato l'altro autore dell'indagine, Luciano De Fiore, della Sapienza di Roma - . Eppure negli ultimi anni qualcosa sta cambiando. Ne 'La prima cosa bella' di Virzì, col personaggio di Stefania Sandrelli, compare per la prima volta un hospice oncologico che è quello dove il suo personaggio è in cura".
Secondo i due medici, sarebbe meglio che il cinema trasmettesse un'immagine del tumore meno "strappalacrime" e più vicina alla realtà. E quindi raccontasse fatti di dolore (che solitamente nei film si percepisce ma non si vede, mentre nella realtà abbonda e viene curato poco, specie in Italia); ma anche delle cure sempre meno tossiche, delle più lunghe sopravvivenze e delle sempre più frequenti guarigioni.
L'intenzione ora è di proseguire la ricerca per scoprire come invece viene raccontato il cancro nelle serie tv, con l'obbiettivo di capire meglio l'immaginario collettivo dominante e contribuire a migliorare la comunicazione.
"Oggi - hanno osservato alcuni oncologi - rispetto al passato i pazienti interagiscono molto di più con i medici e l'avere in testa degli stereotipi sbagliati li può limitare nelle aspettative e nelle richieste da fare al dottore".
lunedì 1 ottobre 2012
by joel
03:35
Giuseppe Giofrè
Chi l’avrebbe mai detto che la vittoria adAmici di Maria De Filippi, fino a qualche mese fa considerata un sogno irrealizzabile, sarebbe oggi diventata un semplice “antipasto” del piatto forte chiamato X Factor UK?
E’ quanto successo al giovane ballerinoGiuseppe Giofrè, vincitore a maggio dell’undicesima edizione del talent di Canale 5, che lascia anzitempo Los Angeles per fare ritorno in Europa, destinazione Londra:
“Ciao ragazzi - scrive Giuseppe dalla sua pagina ufficiale di Facebook - Vi scrivo da Londra!Ho lasciato Los Angeles il 25 settembre! La mia carinissima dimora sulla Laurel Canyon Blvd. Perché? Ho una bellissima notizia! Non posso ancora crederci!… Ecco! Farò parte del corpo di ballo di X FACTOR UK! Con coreografie di Brian Friedman. Ho partecipato al casting qui a londra il 27 settembre e sono stato preso! Io sono felicissimo! Troppo! Lavorare con lui è un onore! È la mia fonte di ispirazione lui!”.
Giuseppe si trovava in America grazie alla borsa di studio, ricevuta ad Amici, della durata di sei mesi presso la Millennium Dance Complex di Los Angeles. Ora, però, l’irrinunciabile occasione di partecipare a X Factor UK in qualità di ballerino, sulle coreografie del maestro Friedman. Non c’è che dire: un Amico di Maria… col fattore X.
domenica 30 settembre 2012
by joel
11:18
E' stato presentato a Roma il nuovo progetto web e televisivo La scimmia che partirà dal 1° ottobre su Internet per poi sbarcare su Italia 1 da sabato 6 ottobre alle 14 e nella striscia quotidiana dal lunedì al venerdì alle 17.45.
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La missione del programma è quella di dare una seconda possibilità a un gruppo di ragazzi dai 18 ai 21 anni che, per i motivi più disparati, hanno abbandonato la scuola all'ultimo (o al penultimo anno) del liceo scientifico prima di arrivare a sostenere l'esame di maturità.
Per 9 mesi a questo gruppo di ragazzi verrà data la possibilità di riprendere a studiare, seguiti da un corpo docente che dovrà prepararli agli esami di maturità.
La conduttrice Giulia Bevilacqua si cimenterà con il programma almeno nella prima puntata: "Per me è una novità, sono un'attrice, devo capire se sono all'altezza, poi si vedrà".
"Il linguaggio attraverso cui racconteremo tutto ciò sarà l'unico che conosco- ha detto il produttore Pietro Valsecchi- quello della docu-fiction. La scelta della docu-fiction ci permetterà di mettere sempre al centro le emozioni, quelle dei ragazzi ma anche quelle che i nostri docenti sapranno trasmettere rendendo vive e appassionanti le materie di insegnamento. Un'altra grande novità di questo progetto è che vive realmente all'incrocio tra web e tv e consentirà un'interazione costante e fattiva tra il pubblico a casa e i ragazzi e gli altri ospiti della Scimmia".
Del corpo docenti faranno parte: Walter Siti - Preside, Niccolò Agliardi - Musica, Silvana Grasso - Latino e greco, John Peter Sloan - Inglese, Federico Starnone - Matematica e fisica, Errico Buonanno - Italiano e Edoardo Camurri - Storia e filosofia.
Walter Siti ha spiegato: "L'intento è rovesciare il concetto di reality riempiendo gli spazi vuoti: i ragazzi non si annoiano, vengono motivati, devono studiare perché solo se si impegnano possono raggiungere l'obiettivo".
A questi si affiancheranno anche contributi e testimonianze di personaggi dello spettacolo. Tra questi Checco Zalone, gli attori de I Soliti Idioti, Fabrizio Bentivoglio, Giorgio Tirabassi (tutti in porbita Taodue) e anche Carlo Verdone.
Gli studenti che al termine di quest'anno avranno ottenuto i migliori risultati vinceranno una borsa di studio per l'Università da 25 mila euro o una somma di denaro per sviluppare un'idea imprenditoriale.
GLI STUDENTI
Letizia Bettoli, 19 anni da Milano
Beatrice Brami, 19 anni da Bibbiena
Micol Donghi, 18 anni da Milano
Giulia Groppazzi, 18 anni da Trieste
Greta Orsingher, 19 anni da Milano
Noemi Quondam, 18 anni da Roma
Virginia Robatto, 18 anni da Terni
Letizia Saquella, 18 anni da Roma
Andrea Alquati, 21 anni da Roma
Luca Bentivoglio, 18 anni da Roma
Salvo Cammarata, 18 anni, da Gela
Vincenzo Ferrara, 18 anni da Napoli
Manfredi La Scola, 19 anni da Palermo
Mattia Maggiolini, 21 anni da Milano
Giovanni Magrini, 20 anni da Pescia
Michelangelo Miranda, 20 anni da Melfi
Manuel Malavenda, 18 anni da Modena
Mattia Puglia, 22 anni da Sassari
Andrea Specchio, 19 anni da Bologna
Alejandro De Mola, 20 anni da Taranto
Carlo Alberto Tesolin, 19 anni da Arezzo
Riccardo Tesolin, 19 anni da Arezz
Letizia Bettoli, 19 anni da Milano
Beatrice Brami, 19 anni da Bibbiena
Micol Donghi, 18 anni da Milano
Giulia Groppazzi, 18 anni da Trieste
Greta Orsingher, 19 anni da Milano
Noemi Quondam, 18 anni da Roma
Virginia Robatto, 18 anni da Terni
Letizia Saquella, 18 anni da Roma
Andrea Alquati, 21 anni da Roma
Luca Bentivoglio, 18 anni da Roma
Salvo Cammarata, 18 anni, da Gela
Vincenzo Ferrara, 18 anni da Napoli
Manfredi La Scola, 19 anni da Palermo
Mattia Maggiolini, 21 anni da Milano
Giovanni Magrini, 20 anni da Pescia
Michelangelo Miranda, 20 anni da Melfi
Manuel Malavenda, 18 anni da Modena
Mattia Puglia, 22 anni da Sassari
Andrea Specchio, 19 anni da Bologna
Alejandro De Mola, 20 anni da Taranto
Carlo Alberto Tesolin, 19 anni da Arezzo
Riccardo Tesolin, 19 anni da Arezz
sabato 29 settembre 2012
by joel
09:20
I giapponesi ne inventano una più del diavolo, stavolta hanno creato una coda per umani che funziona tramite le onde celebrali.
Neurowear, l’azienda che l’ha creata, ha lanciato questo gadget che funziona tramite dei biosensori (il tutto corredato anche da un’app), quindi in base allo stato d’animo della persona che indossa questo gadget ci sarà un movimento di coda, proprio come succede negli animali. Siete felici di aver visto una persona? Ed ecco che la coda magicamente inizierà a muoversi…
Sinceramente non sappiamo a cosa possa servire un gadget del genere, e quante persone saranno disposte a indossarle.
Certo però sarebbe divertente vedere un amico che appena v’incontra inizia a muovere la coda per la felicità
Certo però sarebbe divertente vedere un amico che appena v’incontra inizia a muovere la coda per la felicità
Sotto vi lasciamo il video promozionale che vi fa vedere il funzionamento di tali gadget
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